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Superbonus 110, truffa o vantaggio?

L'articolo discute l'efficacia dei bonus edilizi come meccanismo di detrazione fiscale per incentivare l'economia, in particolare nel settore dell'edilizia e della produzione di materiali edili. Il sistema delle detrazioni, introdotto nel 1997, mira al recupero del patrimonio esistente e prevede un importo massimo detraibile ripartito in 10 anni. L'utilizzo del "bonifico parlante" e l'interesse delle imprese a effettuare pagamenti regolari contribuiscono a ridurre l'evasione fiscale. Questo sistema ha portato a un aumento del giro d'affari nel settore edile, beneficiando sia lo Stato che le imprese e i clienti. Inoltre, il SuperBonus 110 si concentra sul miglioramento energetico degli edifici, offrendo benefici economici e di comfort per i committenti. Nonostante l'investimento significativo richiesto, l'uso del sistema di cessione potrebbe migliorare ulteriormente il patrimonio edilizio esistente. Secondo uno studio del Comitato Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, lo Stato guadagna più di quanto spende grazie a questi incentivi, senza che i cittadini debbano pagare ulteriori tasse.

Tabella dei Contenuti

Prima di parlare del Superbonus 110 un piccolo excursus sulle detrazioni.

Il meccanismo della Detrazione fiscale, tramite i bonus edilizi, è stato un ottimo sistema per incentivare l’economia a partire dall'”Edilizia” sino ad arrivare a tutto il settore della produzione di materiale per l’edilizia.

La prima detrazione nacque il 27 dicembre 1997 per le spese legate alla Ristrutturazione dal 1 gennaio 1998[1].

Il sistema prevede la due requisiti fondamentali:

     

      1. I lavori devono essere mirati al recupero del patrimonio esistente;

      1. L’importo massimo detraibile è una percentuale di un importo non superiore a 96.000 €.;

      1. La detrazione dovrà essere ripartito in 10 anni con rate di pari importo.

    La percentuale in detrazione si configura come un mancato introito per lo stato, se non fosse che diventa un meccanismo virtuoso che porta, nelle tasche dell’erario, un maggiore introito. In che modo?

       

        1. Per usufruire delle detrazioni i pagamenti vengono eseguiti con il “bonifico parlante” un sistema di pagamento che riporta oltre hai soliti dati del bonifico anche la Partita I.V.A. del beneficiario del pagamento, rendendo impossibile l’evasione di quest’ultimo;

        1. L’impresa che esegue il lavoro in detrazione, ha tutto l’interesse ad acquistare materiale in modo “regolare”, per ridurre il più possibile l’importo della tassazione, per tanto anche lui non nutre alcun interesse nell’alimentare l’evasione fiscale, in compenso con questo strumento aumenta la possibilità di acquisire lavori ed aumentare il giro d’affari suo e quello dei fornitori a cui si appoggia.

        1. L’aumento del giro d’affari significa aumento degli introiti per l’erario, necessità di forza lavoro (riduzione della disoccupazione), riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, preferenza alla riqualificazione dell’esistente alla costruzione del nuovo.

      In conclusione tutti vincono Stato, Erario, Imprese e Committenti i quali risparmiano sulla ristrutturazione.

      Il SuperBonus 110 oltre che essere una detrazione con gli stessi vantaggi delle sue precedenti ha qualche vantaggio in più. Quali? vediamoli:

         

          1. È mirato al miglioramento energetico dello stabile (riducendo il consumo di gas ed energia elettrica necessari con il conseguente calo dei costi delle bollette in modo permanente);

          1. Non grava sul committente finale che oltre a non spendere ne gode in risparmio economico, confort e qualità del proprio immobile;

          1. Aumenta il giro d’affari dell’edilizia e di tutto l’indotto senza provocare ulteriore evasione;

          1. Stabilisce un mercato standardizzato senza aumenti incontrollati dei costi del mercato dell’edilizia.

        Visto l’ingente investimento, legato ai tipi d’intervento il SuperBonus 110 necessari per l’accesso a questa detrazione, non risulterebbe un vantaggio per il cliente finale, il quale si troverebbe nella situazione di non avere una capienza tale da sfruttare l’importo di detrazione acquisito dovendo avere un’esborso finanziario per molti fuori dal proprio budget.

        Per questo venne introdotto il sistema di cessione, attualmente annullato dal D.L. 11/2023[2] , per permettere l’applicazione del SuperBonus 110 ed avviare il sistema virtuoso che porterebbe, se venisse ripristinato il sistema di cessione e sconto in fattura, ad un miglioramento profondo del patrimonio edilizio esistente in termini di qualità degli edifici, riduzione dei consumi energetici di gas ed elettricità, miglioramento estetico dell’esistente, miglioramento dell’ambiente grazie ad una riduzione dell’inquinamento, recupero di materiali di scarto.

        Ma lo Stato che ci guadagna? Pagheremo noi tutti questi incentivi?

        La risposta è che lo stato ci guadagna più di quel che spende

        e NO non lo pagheremo con le tasse ma ci guadagneremo tutti.

        In che modo? Bene, a questa domanda faremo risponderà il Comitato Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili[3].

        Il quale con il comunicato stampa del 5 giugno 2023, ha diffuso il nuovo studio della F.N.C. sull’impatto economico del SuperBonus.

        Il documento prende in esame la spesa indotta dall’agevolazione per gli anni 2021 e 2022. 

        Secondo il documento – curato dai ricercatori della Fondazione Tommaso Di Nardo, Pasquale Saggese ed Enrico Zanetti e dal Tesoriere nazionale con delega alla fiscalità Salvatore Regalbuto –  il moltiplicatore sul Pil della spesa aggiuntiva indotta dal Superbonus è pari a 0,95, mentre l’effetto di retroazione fiscale, cioè l’incremento di gettito rispetto all’incremento di spesa pubblica, è pari al 38%. Se si considera adeguatamente l’effetto di retroazione fiscale, l’impatto del Superbonus 110% sulle finanze pubbliche è dunque addirittura positivo, nel senso che l’incremento di Pil generato comunque a debito, cioè facendo deficit, sarebbe superiore all’impatto sul debito, migliorando, in termini percentuali, il rapporto debito/pil.

        Superbonus, studio commercialisti: “Impatto positivo sul Pil” – Press (press-magazine.it)

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