Riceviamo spesso richieste da Amministratori di Condominio giustamente allarmati: “Ho bisogno di un DUVRI per i lavori in facciata” oppure “Mi hanno chiesto il DUVRI per l’impresa di pulizie”.
La confusione è tanta. Il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze) viene spesso visto come una “tassa sulla sicurezza” o una formalità burocratica da spuntare per scaricare le responsabilità. Ma trattarlo come un semplice adempimento è l’errore che espone l’amministratore — e il patrimonio dei condomini — ai rischi più gravi.
La realtà è che non sempre il DUVRI è necessario, ma quando lo è, deve essere un documento chirurgico, non un copia-incolla. Facciamo chiarezza normativa.
Cosa dice la Legge: L’Articolo 26 del D.Lgs 81/2008
Il DUVRI trova la sua fonte principale nell’Articolo 26 del D.Lgs 81/2008. La norma stabilisce che il committente (il Condominio, rappresentato dall’Amministratore) ha l’obbligo di cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione dai rischi da interferenza tra le attività delle imprese appaltatrici e le attività svolte nei luoghi del condominio.
Il DUVRI è obbligatorio quando:
- L’appalto ha ad oggetto servizi o forniture.
- Esistono rischi da interferenza (rischi che nascono dal contatto tra l’attività dell’impresa e la vita quotidiana dei residenti o di altri lavoratori presenti).
Il test pratico: DUVRI sì o DUVRI no?
Per capire se serve, non guardare il titolo del contratto, guarda le azioni:
- Caso A: DUVRI NON richiesto
- Esempio: Manutenzione straordinaria dell’ascensore fatta da un tecnico specializzato. Il tecnico entra, accede al vano motore (zona confinata, non accessibile ai condomini), esegue il suo lavoro e se ne va. Non c’è sovrapposizione tra la sua attività e il transito dei condomini. Nessuna interferenza, nessun DUVRI.
- Caso B: DUVRI OBBLIGATORIO
- Esempio: Impresa di pulizie che lava i pavimenti dell’androne negli orari di punta, o ditta che effettua tinteggiatura delle scale con ponteggi che ostruiscono il passaggio. Qui l’interferenza è evidente: il condomino che passa può scivolare o urtare il ponteggio; l’operatore può essere urtato dal condomino. Qui il DUVRI è fondamentale per definire orari, zone di rispetto e segnaletica.
Esempio Pratico: Estratto DUVRI per Servizio Pulizie
Per rendere l’idea di cosa intendiamo per “Regia Tecnica”, ecco come strutturiamo la cooperazione per un servizio di pulizia condominiale:
- Analisi Interferenza: Lavaggio pavimenti androne.
- Rischi per Condomini: Scivolamento su bagnato.
- Misure di Coordinamento:
- Segnalazione: Tassativo l’uso del cartello “Attenzione Pavimento Bagnato” prima dell’inizio.
- Orari di rispetto: Vietate operazioni rumorose (aspiratori) tra le 13:00 e le 15:00.
- Presidio: Durante il lavaggio dell’androne, l’operatore deve presidiare l’area o usare transenne per evitare che i condomini entrino prima dell’asciugatura.
Il DUVRI non è il PSC (Il grande mito da sfatare)
Il primo e più comune errore è confondere il DUVRI con il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento).
- PSC: È obbligatorio nei cantieri temporanei (ai sensi del Titolo IV del D.Lgs 81/2008), dove operano più imprese contemporaneamente. Se in condominio c’è un cantiere edile, il PSC assorbe la funzione del DUVRI. Redigere un DUVRI quando c’è un PSC è un errore tecnico e una spesa inutile.
- DUVRI: Si redige per appalti di servizi dove non si applicano le disposizioni del Titolo IV.
Il valore di una “Regia” nella Sicurezza
Il nostro approccio alla sicurezza in condominio nasce dalla consapevolezza che ogni edificio è un organismo a sé. Mentre la maggior parte dei consulenti si limita a compilare un modulo standard, lo Studio 3Dr trasforma il DUVRI da onere burocratico a strumento attivo di protezione. Non partiamo dal software di redazione, ma dal sopralluogo reale, interpretando le dinamiche quotidiane di chi vive il condominio.


