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Ventilazione meccanica controllata: Perché?

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La Ventilazione Meccanica è utile? a cosa serve? 

Detrazioni, obblighi normativi, risparmio energetico… l’obiettivo resta quello di rendere gli appartamenti dei complessi sempri più impermeabili all’aria e, di conseguenza, meno disperdenti, da qui la necessità della ventilazione forzata.

Ma cosa succede aumentando l’isolamento delle nostre abitazioni?

A questa domanda risponde l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale dichiara che un terzo degli edifici di nuova costruzione o ristrutturati potrebbe contenere aria inquinata per varie cause, tra cui la principale parrebbero essere le seguenti:

  • nel 50% dei casi la causa può essere fatta risalire ai limiti dell’impianto di ventilazione (es. mancanza d’aria esterna, impropria distribuzione dell’aria, temperatura e umidità relativa al di fuori dei valori standard di benessere e agenti contaminanti presenti nell’impianto);
  • il 30% dei casi è dovuto ad alcuni inquinanti specifici presenti nell’aria (es. formaldeide, vapori di solventi, polveri e agenti microbiologici);
  • il 10% dei casi è attribuibile a fonti esterne (es. scarichi di autoveicoli, pollini, funghi, fumi, polveri da costruzioni stradali o edili);
  • mentre il 10% dei casi è privo di cause apparenti.

La ventilazione meccanica controllata degli ambienti con aria esterna rappresenta il sistema più efficace per controllare le condizioni dell’aria interna in edifici ben coibentati e a basso consumo energetico.

La tipologia più diffusa è la ventilazione meccanica a due flussi o a doppio flusso e si caratterizza per avere un doppio impianto di ventilazione, formato da canali di distribuzione separati.

Un condotto controlla e regola l’immissione dell’aria, mentre l’altro è dedicato all’aria in estrazione. I flussi d’aria nei due condotti sono gestiti diversi ventilatori elettrici.

I vantaggi degli impianti a doppio flusso sono molteplici rispetto alla versione monoflusso. Il principale è la capacità di trattare, filtrare, riscaldare o raffreddare l’aria esterna garantendone il ricambio costante e il recupero del calore dell’aria esausta.

In un edificio con un buon isolamento termico e climatizzato con impianti a basso consumo, la continua estrazione dell’aria calda (o fredda) dall’ambiente interno determina un aumento dei consumi della climatizzazione.

Il recupero del calore permette di sfruttare di tutti i vantaggi della ventilazione, garantendo i bassi consumi energetici dell’edificio. In caso di restauro tale soluzione permetterebbe di ridurre i consumi e di aumentare  la classificazione energetica dell’edificio.

I condotti per la ventilazione dell’aria vengono fatti confluire in uno scambiatore di calore (o recuperatore) dove l’aria esausta cede parte del proprio calore all’aria pulita in ingresso. L’evoluzione della tecnologia ha fatto sì che il rendimento dello scambiatore abbia superato il 90% limitando al minimo le dispersioni termiche causate dal rinnovo dell’aria.

Lo scambiatore di calore è dotato di filtri che permettono di controllare la qualità dell’aria e che limitano l’ingresso di polveri e particelle inquinanti all’interno dell’edificio.

Concludendo, quindi, l’installazione di un recuperatore di calore è indispensabile in edifici a basso consumo energetico e permette di ridurre i consumi in edifici mediamente isolati e di eliminare muffe o altri agenti patogeni presenti nelle strutture datate.

Come sempre è fondamentale un’attenta progettazione accompagnata da una diagnosi energetica.

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